Itinerari

Torre dell'Orso

Nota per l’ampia spiaggia di finissima sabbia color argento, Torre dell’Orso vanta un mare particolarmente limpido per le correnti del Canale d’Otranto. Grazie a questa caratteristica d’estate la località è frequentata da molti turisti ed è stata più volte premiata con la Bandiera Blu d’Europa per la trasparenza e la pulizia del mare.

La spiaggia è un’insenatura della lunghezza di circa 800 metri delimitata da due alte scogliere. Alle spalle della spiaggia si trovano basse dune con una pineta non naturale ma impiantata dall’uomo (nell’era fascista) per bonificare la zona. Nella zona sud dell’insenatura sfocia un corso d’acqua chiamato Brunese. La zona sud della scogliera è caratterizzata dalla presenza della grotta di San Cristoforo nella quale sono stati rinvenuti antichi graffiti. Nella scogliera sottostante la torre, a nord della baia, sono presenti antiche grotte, oggi murate, che i pescatori alcuni decenni fa usavano per depositare gli attrezzi di pesca e trascorrere, nel periodo estivo, le vacanze.

Nell’estremo sud della baia di Torre dell’Orso, a poca distanza dalla spiaggia, si incontrano due faraglioni, vicini e simili, detti Le due Sorelle. Secondo la leggenda il nome deriva da due sorelle che un giorno decisero di sottrarsi alle fatiche quotidiane cercando refrigerio nel mare. Giunte a Torre dell’Orso, si tuffarono da una rupe nel mare in tempesta non riuscendo più a guadagnare la riva. Gli Dei, mossi a compassione, le tramutarono nei due suggestivi faraglioni.

Otranto

Situato sulla costa adriatica della penisola salentina, è il comune più orientale d’Italia: il capo omonimo, chiamato anche Punta Palascìa, a sud del centro abitato, è il punto geografico più a est della penisola italiana.

Dapprima centro messapico e romano, poi bizantino e più tardi aragonese, si sviluppa attorno all’imponente castello e alla cattedrale normanna. Sede arcivescovile e rilevante centro turistico, ha dato il suo nome al Canale d’Otranto, che separa l’Italia dall’Albania, e alla Terra d’Otranto, antica circoscrizione del Regno di Napoli. Nel 2010 il borgo antico è stato riconosciuto come Patrimonio Culturale dell’UNESCO e fa parte del club I borghi più belli d’Italia.

Monumenti e luoghi da vedere

Il castello di Otranto, che diede il nome al primo romanzo gotico della storia, è in stretta relazione con la cinta muraria con cui forma un unico apparato difensivo. Fatto costruire da Alfonso d’Aragona tra il 1485 e il 1498, sotto la giurisdizione aragonese, venne circondato da un alto fossato e furono aggiunti tre torrioni cilindrici angolari. Sul lato dell’edificio che si affaccia sul mare, venne aggiunto un bastione a lancia con dei baluardi esterni per avvistare l’arrivo di navi e flotte nemiche.

La Cattedrale di Santa Maria dell’Annunziata fu edificata sotto la dominazione normanna e ultimata nel XII secolo. Qui sono conservate le reliquie dei Santi martiri di Otranto.

La chiesa di San Pietro costituisce un’importante espressione dell’arte bizantina in Puglia. Costruita intorno al IX-X secolo, fu, probabilmente, la prima basilica della città, eletta metropoli nel 968.

La chiesa della Madonna dell’Altomare, edificata nel XVII secolo, fu ricostruita nel 1744 come ricorda l’epigrafe posta sulla facciata. Tutte le decorazioni, gli arredi, anche l’illuminazione, richiamano alla tradizione marittima: il pavimento a mosaico è decorato al centro con una stella di tradizione marinara, il cavalluccio marino, il delfino, l’ancora e la conchiglia.

San Foca

La costa nel territorio della marina è rocciosa ed è caratterizzata da due insenature sabbiose (a nord e a sud del porto). Nell’insenatura nord sono presenti alcuni scogli con dimensione da uno a trenta metri. Il più famoso prende il nome di Scoglio dell’otto per via della sua forma caratteristica.

La torre di San Foca, conosciuta anche come Torre di San Fucà o di Capo di Sapone, aveva funzione di avvistamento contro le frequenti invasioni turche. Essa ha una base quadrata e un corpo troncopiramidale, con due vani sovrapposti non divisi da un toro marcapiano. La muratura esterna è del cosiddetto tipo “a scarpa”, ovvero con muro inclinato posto alla base della fortificazione con funzione di rinforzo.

Roca Vecchia

Sede di importanti scavi archeologici, è un centro turistico di rilievo durante il periodo estivo. Si segnalano la torre di avvistamento cinquecentesca, le rovine del castello a picco sul mare, il santuario della Madonna di Roca del XVII sec. e le due grotte Posia (tanto spesso quanto erroneamente note come Poesia). Queste ultime, in particolare, distanti circa 60 m l’una dall’altra, sono delle grotte carsiche cui sono crollati i tetti; l’acqua del mare giunge in ciascuna di esse attraverso un canale percorribile a nuoto o con una piccola imbarcazione.

Lungo la strada che collega Torre dell’Orso a Melendugno sorge il vecchio villaggio disabitato, con una masseria fortificata attualmente in restauro, di Roca Nuova. Tale borgo sorse intorno al 1480, quando la popolazione di Roca Vecchia fu messa in fuga dalle incursioni turche.